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Aggiornato il |
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Alla scoperta dell’Oltrepò nascosto |
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sull’immagine per ingrandirla |
L’Oltrepò è un territorio meraviglioso, un triangolo
all’estremo sud della Lombardia, con una stretta fascia pianeggiante lungo il
Po, una fascia collinare ricca di vigneti che danno
lavoro ad oltre 4000 cantine e per il resto si arrampica sull’Appennino
Pavese, che arriva fino ai L’Oltrepò è bello, vi si trovano
ancora angoli incontaminati, boschi di castagni dove si rifugiano volpi e
cinghiali, e tanti, tanti paesi e frazioni abbandonati ... In questo territorio poco conosciuto e poco “promosso”,
lavorano ancora piccoli produttori di formaggi, miele, salumi, frutta, produttori
che hanno scelto di allevare animali autoctoni in via d’estinzione,
produttori che con il loro |
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operato lottano contro l’abbandono del territorio
e contribuiscono al recupero dei terreni incolti, e ristoratori che
utilizzano questi prodotti per riproporre i piatti tipici. Vi sto raccontando
di piccole aziende delle quali non vedrete mai la pubblicità: sono troppo
piccole per permettersela e non realizzano che
piccole produzioni. Ma proprio per questo vanno “promossi” e valorizzati. Se volete scoprire l’Oltrepò “nascosto”, i piccoli produttori
che non hanno un sito internet e che non fanno pubblicità, i ristoranti che
preparano piatti tipici con i prodotti locali, i borghi e le frazioni che non
compaiono in nessun depliant pubblicitario, contattatemi: in collaborazione
con le aziende che hanno aderito a questa iniziativa
di promozione del territorio possiamo organizzarvi una giornata, un fine
settimana o un soggiorno più prolungato sul territorio. ... ne vale veramente la pena! Rosita Viola - Agenzia Promoemozioni – tel. e fax Nota: la presente
si configura come offerta promozionale delle aziende proponenti e non come proposta “di pacchetto
turistico”. |
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L’Oltrepò da scoprire |
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Bagnaria. Il paese in antico
era detto "Balnearia" per la presenza di alcune
terme conosciute già dai romani. Nel 1157 Federico Barbarossa la diede in
feudo al Vescovo di Tortona che, a sua volta, ne investì i conti di Lavagna
tanto che uno dei rami di questa famiglia prese il nome di Signori di Bagnaria.
Nel 1467 il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza la diede in feudo a un certo nobile Busseti, ma successivamente Gian
Galeazzo Sforza, duca di Milano, la concesse nel
Bagnaria Bosmenso. In questa frazione di Varzi sorge
un'antica chiesetta romanica con portale in arenaria decorata. All'interno si
possono ammirare dipinti d'arte popolare raffiguranti San
Giorgio e la Vergine e una pregevole tela del XVII secolo, detta
Madonna col bambino. |
La Valle Staffora da Piumesana |
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Cecima |
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L’idromele di Campo Giardino di Cervesina |
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Cecima. La chiesa
parrocchiale dei Santi Martino e Lazzaro, tardogotica, fu iniziata dal
cardinale Jacopo Ammanati Piccolomini, vescovo di Pavia, nel 1473 come
testimonia l'epigrafe murata sul fianco destro esterno del monumento. La
facciata presenta un bel portale quattrocentesco in cotto, fregi esterni e
interni e del rosone. La facciata e il campanile conservano per due terzi disegno e struttura originari, mentre il
corpo della chiesa appare sostanzialmente rifatto. Cella di Varzi. Il Tempio della
Fraternità dei Popoli, edificato nel 1951 sui resti dell’antica chiesa di San
Marzano del XV secolo, è decorato con cimeli
provenienti da diversi campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale. |
Trebbiano |
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Il fonte battesimale è ricavato
dall’otturatore di un cannone, il pulpito dai resti di navi distrutte, i
tabernacoli da proiettili inesplosi, l’altare maggiore da rovine provenienti
dalle città bombardate di Nagasaki e Hiroshima. È visitato continuamente da
turisti per le caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono. Codevilla. I due centri
storicamente più importanti del comune di Codevilla sono l'attuale capoluogo e la sua frazione Mondondone: mentre quest'ultima ebbe
per lungo tempo la preminenza politica, il primo mantenne sempre la maggiore
importanza religiosa. Entrambi estendevano, nel loro
campo, la propria influenza anche sulle zone circostanti (Torrazza Coste,
Retorbido). Mondondone, che sorge su un colle dominante il capoluogo, è noto
fin dal X secolo (997): era compreso nella contea di
Tortona, e apparteneva in gran parte al Monastero del Senatore in Pavia; nel
1164 la città di Pavia ne acquisì anche il dominio politico, facendone sede
di una delle podesterie o squadre in cui era diviso il territorio: il
monastero del Senatore ne manteneva però la signoria e nominava il podestà.
Nel 1412 la squadra di Mondondone, comprendente anche Codevilla e l'attuale
comune di Torrazza Coste nonché la frazione Garlassolo
del comune di Retorbido, fu data in feudo a Rainaldo Beccaria del ramo di
Pieve del Cairo. Nel 1610, estinti questi Beccaria, il feudo fu venduto ai
conti Rovida di Pavia, cui restò fino all'abolizione del feudalesimo (1797).
In tutto questo periodo Mondondone era rimasto sede comunale. Ai suoi piedi era andato sviluppandosi
Codevilla, che almeno dal XVI secolo era divenuto il
centro più importante, e anzi uno dei più popolosi della zona. |
Moglie |
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Santa Margherita di Staffora |
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Si era sviluppato nel basso medioevo poco
distante dall'antica pieve di San Martino della Luta (nota fin dal XII secolo
e crollata definitivamente nel corso del XVII secolo), decaduta in seguito
all'abbandono dell'antico villaggio cui faceva capo in favore di quella che
oggi è Codevilla. In questo spostamento va ricercata l'etimologia di
Codevilla, e cioè in cò ad la vila (in capo
alla "villa", il precedente villaggio presso la Pieve). La Pieve di
San Martino della Luta si trovava presso l'odierna località S. Martino,
situata lungo la str. Ferretta che collega Codevilla a Voghera, a circa Fortunago. Sulla sommità di
un colle, a Il parco denominato anche "collina
sacra" grazie alla nidificazione di numerosi rapaci, è collocato su un
altopiano a circa Godiasco. Di fondazione
probabilmente celtica, nel I torrioni delle mura furono
opera dei Malaspina come il Castello, non più esistente, munito di tre
ordini di mura. Nel primo ventennio del 1400 il Marchesato di Godiasco, tolto
ai Malaspina, fu concesso al Conte di Carmagnola da Filippo Maria Visconti, con crescita della sua importanza politico-militare. |
Rivanazzano |
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Al Ristorante Selvatico di Rivanazzano |
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La struttura medioevale del borgo di
Godiasco è confermata dalla toponomastica, con suggestivi
richiami a mestieri antichi (conciatori, boscaioli, ecc.). Vedi anche Salice Terme – frazione di Godiasco. Monte Alpe. La riserva
naturale del Monte Alpe è gestita dall’Azienda Regionale delle Foreste.
Si possono trovare specie naturali come la rosa canina,
l’anemone epatica, l’orniello. Nell’area si svolgono degli
esperimenti, come sulla formica lugubris, una specie di predatrice di
larve d’insetti e sulla processionaria del pino, pericolosa per i
boschi di pino nero. Nella zona nidificano rapaci
come lo sparviero, la poiana, l’allocco, mentre ai margini della riserva vivono il picchio rosso maggiore, la pernice rossa, il
saltimpalo, la sterpazzolina e inoltre sono visibili scoiattoli, ghiri,
cinghiali e moscardini. Roggia Torbida. La Garzaia della Roggia Torbida,
delimitata dalla strada Bottarone - Salice Terme,
dalla ferrovia e dalla Roggia Torbida vede la presenza, oltre che degli
aldeidi, della faina e del topolino della risaia che costruisce tipici nidi a
palla, appesi alla vegetazione palustre. Montesegale Su un'altura, in
prossimità del paese, si erge il castello che ha subito nei secoli profonde
trasformazioni. Il luogo fu espugnato nel 1415 dal Conte di Carmagnola,
capitano di ventura assoldato dai Visconti. |
Casale Staffora |
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Godiasco |
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Il castello sorge in posizione chiave per
il controllo dell'alta e della bassa valle del torrente Ardivestra; dal
castello sono visibili Rocca Susella, Stefanago e Torre d'Alberi fino alla
Val di Nizza. Oramala*. Vedi Val di Nizza |
Formaggi di Lino Verardo di San Ponzo |
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Pietra Corva. Il giardino
alpino di Pietra Corva si trova a |
Buttafuoco chinato di Pellegrini di Stradella |
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Pietragavina. Collocato ad una altitudine di m 860, è un
villaggio di impianto medioevale. Sotto la sovranità dello Stato di Milano ebbe
come feudatari prima i Malaspina e successivamente i
Dal Verme. Dei primi conserva l'attuale castello,
recentemente restaurato e ormai di proprietà privata, dal quale si gode una
bellissima vista sull'Appennino. Ogni anno vi si svolge una tradizionale sagra
delle castagne. Rivanazzano. Tanti sono
i monumenti che consigliamo di visitare a chi decide di trascorrere le
proprie vacanze a Rivanazzano; oltre alla possibilità
infatti di trascorrere giorni all’insegna del relax, del benessere e
della salute, ci sono attrattive culturali interessanti. Prima di tutto è da
visitare |
La cantina di Franco Pellegrini |
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A facce non regolari,
con otto feritoie e base scarpata, il manufatto faceva parte di un più vasto
complesso cinto da mura, entro il quale sorgeva un castello di cui sono
rimasti pochi resti. Interessante è anche la
chiesa della S.S. Trinità. L'edificio, in pietra a mattoni a vista, presenta
una facciata di stile neo classico con grande
portale centrale a cui sono affiancati due piccoli ingressi sormontati da due
affreschi di scuola popolare.
All'interno da vedere è un coro ligneo seicentesco, un dipinto
raffigurante "L'Annunciazione" e un organo seicentesco,
recentemente ristrutturato, che è fra i più antichi della Lombardia.
Caratteristico è anche l’Oratorio di S. Rocco, risalente al XVII secolo.
Presenta una facciata in stile neoclassico, in pietra e con un piccolo
campanile; l'interno, maestoso, è ad unica navata con altare barocco in marmi
di vari colori, mentre nell' abside è conservata una
statua in gesso del Redentore. |
Nazzano – Villa Sampietro |
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Da non perdere è poi la
chiesa Parrocchiale di S. Germano. La facciata d'ordine corinzio è dotata di
due porte minori che affiancano il portone centrale; l'interno della chiesa è
suddiviso in tre navate e presenta un grande altare in marmi policromi. All'interno, decorato da due pregevoli affreschi di Paolo Borroni
(1749-1819) e di Rodolfo Gambini (1855-1928). L'antica abside
costituisce l'attuale cappella del Rosario, mentre le due navate minori e il
coro furono aggiunti negli anni Interessante è pure il
Palazzo Comunale; in stile gotico, esso presenta porticati ad arco acuto e
finestre bifore al piano superiore, al cui centro
spicca la balconata sormontata dalla torre dotata d'orologio. Vi consigliamo
di visitare anche Nazzano, dove
molto bella è la chiesa di S. Giovanni Battista. |
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Risalente al XV sec. e
riedificata nel 1819, presenta un'unica navata, mentre la
facciata è in stile neoclassico con timpano ed un unico portale d'ingresso. Il
castello rimane però simbolo del piccolo paese. Fatto costruire in laterizi dai Malaspina verso
l'anno mille, ha subito agli inizi
del secolo radicali trasformazioni. Sorge sulla sommità di un colle a |
San Paolo in Val di Nizza |
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Rocca Susella. La Pieve
di San Zaccaria* è un importante monumento del romanico
lombardo del XII secolo, la cui struttura originaria
nel tempo ha subito trasformazioni e restauri. La facciata della chiesa è
suddivisa da quattro semipilastri in cinque grandi comparti in arenaria e in
cotto e contribuisce, con la policromia, alla bellezza e all'armonia del
disegno generale. Il portale ad arcate a tutto sesto è fortemente strombato;
sopra il portale c'è una bifora sormontata da due oculi. L'interno è a tre
navate, quella di sinistra conservata solo in parte; delle tre absidi
originarie manca quella di destra. I capitelli in arenaria, con fiere in lotta
fra loro, teste umane e l'immagine di una sirena a due code ricordano, nella
tecnica e nei motivi, i capitelli della Basilica di San Michele in Pavia. |
Salendo a Vignola |
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Romagnese. Il museo civico di arte contadina si trova nella torre del castello di
Romagnese, e vuole trasmettere alle generazioni future un'eredità storica che
merita di essere sempre ricordata. E' di notevole interesse tecnico e conserva
un legame con le proprie origini al fine di evitare la scomparsa delle
piccole comunità di paese. Gli arnesi degli artigiani di un tempo, l'ambiente
dove si svolgevano le loro attività sono caratteristici di un momento storico
particolare. La bicicletta dell'arrotino, il banco del barbiere, la macchina
per filare, gli arnesi del falegname fotografano momenti di vita lavorativa
così come l'angolo della cucina e quello della toeletta esprimono veri
momenti di vita semplice. |
Dintorni di Codevilla |
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Salice Terme. È il più
importante centro termale nella provincia di Pavia, famoso per le sue acque e
i suoi fanghi salsobromoiodici e solforosi, i cui benefici
terapeutici furono riscoperti nell’’800. Sant'Alberto di Butrio. In un grande bosco di faggi e di castagni, a |
Il greto dello Staffora a Salice |
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Accanto vi sono un torrione quadrato con
una campana, che reca la data del 1453, e un piccolo chiostro. Torre d'Alberi. Sulla sommità di un
poggio, in un bosco, si leva il castello con torre quadrata,
in pietra locale e in mattoni a vista, da tempo dimora dei conti Dal
Verme. Nel cortile del castello, appoggiata alla parete orientale, dal 1922 è
collocata una stele funeraria figurata del I secolo
d.C. di notevole interesse e recante la dedica a Marcus Octavius Macedo (nel
testo leggasi Macedoni) e a Cottia Polla, proveniente dalla vicina Valverde. Val
di Nizza. Il comune di Val di Nizza, con le sue venti
frazioni, sorge lungo il corso del torrente Nizza, inserito in una cornice
naturale di particolare bellezza, con la possibilità di suggestive
passeggiate nei boschi. |
Al ristorante Selvatico |
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Val di Nizza vanta opere storico-artistiche
interessanti, tra le quali spicca per imponenza il castello di Oramala*. Recentemente
ristrutturato, risale all’XI secolo, e fu culla
della potente famiglia Malaspina, che da lassù dominava l’intera vallata; si
erge infatti a Monumenti di
particolare bellezza si trovano ovunque… La chiesa di San Paolo Apostolo,
ricostruita nel 1700, che conserva un prezioso tabernacolo di legno scolpito,
domina la bassa valle del Nizza. Nel piccolo borgo
di Sant’Albano sorge l’antica
pieve del 1400, rifatta in parte con le pietre di un castello di cui non
restano tracce. Val di Nizza offre golosi prodotti che si possono gustare nei
ristoranti e negli agriturismo oppure acquistare direttamente dai produttori. |
Autunno Pavese 2006 – I sommelier di AIS
- Delegazione di Pavia - ai Laboratori del Gusto |
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Varzi. La Chiesa dei
Cappuccini dedicata a San Germano con facciata tardoromanica (fine XII sec., inizi XIV sec.), presenta il portale con rilevante
fregio e all'interno capitello con telamone. Fu restaurata nel 1920 e nel
1971 fu ricostruita la volta a capriate. Durante i lavori, venne
alla luce un affresco datato 1484 raffigurante l'Annunciazione e oggi
è visibile lo stemma dei Marchesi Malaspina.Varzi ha un borgo caratteristico con triplice cinta muraria di cui
sono visibili le tracce; il castello e le torri ancora oggi, insieme ai
portici e alle strette vie, rievocano un suggestivo carattere medioevale. Di rilievo anche le due chiese barocche del XVII secolo, la chiesa dei Bianchi e la chiesa dei Rossi. |
Varzi |
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Voghera. L'antica Voghera viene riconosciuta come la romana Iria, erede di un
precedente villaggio abitato da popolazioni iberiche, celtiche e da Liguri Iriati (che diedero origine al toponimo). Dopo essere
divenuta colonia militare romana ( |
Voghera |
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Nel 1748 il Governo Piemontese eresse
Voghera a capoluogo di Provincia, comprendente non solo l'Oltrepò Pavese e il
Bobbiese, ma anche parte del territorio dell'attuale Provincia di Alessandria. Nel 1800 fu occupata da Napoleone, che a
Palazzo Dattili instaurò il suo quartier generale per la Battaglia di
Montebello, dal 1805 entrò a far parte del dipartimento di Genova, nel 1814,
dopo la sconfitta di Napoleone, fu occupata dagli Austriaci che la resero ai Savoia. Dal 1860 entrò a far parte della provincia di
Pavia. Fu duramente colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra
mondiale, a causa della sua posizione "strategica" all'incrocio tra
le direttrici Milano-Genova e Torino-Bologna. Importanti monumenti della città sono il
Duomo (XVII secolo), dedicato a S. Lorenzo Martire; la chiesa di S. Giuseppe dotata di una pregevole facciata barocca; la
chiesa del Carmine, che rappresenta una transizione tra il rinascimentale ed
il barocco; il palazzo Gounela, sede del Municipio; |
Il Park Hotel a Salice Terme |
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l'imponente Castello
visconteo, eretto tra il 1335 e il 1372 e adibito a carcere fino al secolo
scorso; il teatro Sociale, in fase di ristrutturazione; il Tempio Sacrario
della Cavalleria (Chiesa di Sant'Ilario o Chiesa Rossa, risalente all'VIII
secolo); la Civica Biblioteca Ricottiana e l'adiacente Museo Storico (che
conserva, tra i vari cimeli, la vettura "A 112" del Generale Carlo
Alberto Dalla Chiesa e un'arma che una leggenda vuole sia quella che abbia
ucciso Mussolini). Zavattarello. Il castello, che
sovrasta l'abitato, si erge su un colle boscoso a |
La legatura del salame di Varzi |
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La Via Francigena. La Via Francigena fu un asse
che favorì la crescita culturale, economica e religiosa dei Paesi che
collegava. La Via attraversava l’Italia da Roma al Gran San Bernardo, la
Svizzera, la Francia e l’itinerario fu descritto dal
Vescovo Sigerico nel ’990 nel suo diario e nel 1994 il Consiglio d’Europa lo
ha elevato a itinerario culturale europeo: ha più varianti in quanto era
un’area di strade e non un percorso fisso; ne ricorderemo una che acquistò
importanza a partire dal XIV secolo. E’ il percorso che, provenendo dalla Francia meridionale, attraversava le Alpi al
Moncenisio, Monginevro per giungere a Torino, Asti, Alessandria fino a
Voghera; da qui proseguiva per Casteggio, Broni e Stradella. Diverse sono le
fonti documentarie, tra le quali si segnalano il libro del Conte di Montanban
Barthèlemy Bonis, mercante francese che si recò a Roma nel Giubileo del 1350
per sciogliere il voto formulato in occasione della peste del 1348, e
nell’itinerario di un pellegrino anonimo nel 1477, che descrive il viaggio da
Firenze a Santiago di Compostela. |
Nazzano – Concerto a Villa Sampietro |
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espressamente conferiti con il presente documento sono riservati. La
riproduzione, il trasferimento, la distribuzione o la memorizzazione di una
parte o di tutto il contenuto del suddetto materiale, sotto
qualsiasi forma, senza la preventiva autorizzazione scritta dell’autrice non
è consentita, salvo che avvenga in conformità alle seguenti
condizioni. La scrivente Rosita
Viola consente l’utilizzo delle fotografie pubblicate per la realizzazione di
materiale promozionale dell’Oltrepò Pavese purché venga
citata l’autrice delle stesse. Ogni altro utilizzo è vietato salvo il
consenso scritto dell’autrice. * clicca sulla foto per visualizzare la
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Produttori, aziende, proloco, associazioni ed enti possono
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contattatemi! |
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Rosita Viola –
Agenzia Promoemozioni Loc. Giarone, 8 –
27052 Rocca Susella – PV Tel. e fax |
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